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QUANDO UN CANE

TI ACCOMPAGNA

Grazie ad una esperienza trentennale con i cani guida abbiamo maturato la convinzione che non c’è differenza tra un cane guida e un cane da compagnia, come non facciamo più differenza tra vedenti e non vedenti: entrambi hanno bisogno di essere accompagnati da un cane calmo e ben educato.

 

Abbiamo quindi pensato di organizzare un corso in due livelli per coloro che chiedono al loro cane solo compagnia nel senso stretto del termine. Basando la relazione sulla fiducia reciproca e complicità. Così come avviene tra amici veri. 

Il primo corso, diviso in due giorni, prevede una parte teorica sull'approccio spontaneo e una parte pratica usando lo stesso approccio che usiamo per l'educazione di base dei cani guida. Per esempio può essere comodo a tutti che un cane si lasci i pali sulla sinistra per evitare di trovarselo in mezzo tra cane e proprietario, così come rallentare nelle strettoie tra muro e auto o ponteggi, rallentare prima di scendere o salire su un marciapiede, mantenere la direzione per raggiungere un determinato luogo, evitare che sporchi sui marciapiedi ma solo in spazi precedentemente scelti dal proprietario.

Utilizzando lo stesso approccio educativo dei cani guida per i cani da compagnia, può portare solo benefici, visto che i cani guida vivono spesso in contesti urbani, in appartamento, e frequentano gli stessi luoghi di tante altre persone, aree cani comprese. E visto anche che il cane è diventato sempre più un membro della famiglia e viene portato in luoghi (ristoranti, alberghi, mezzi pubblici ecc.) dove nel passato non venivano accettati, è bene quindi utilizzare un approccio già in uso dal 1974, anno in cui è entrata in vigore una legge che consente ai cani guida di accedere in ogni luogo.

 

Per chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza dei cani guida e fare un'esperienza unica con il proprio cane c'è il corso di secondo livello che si svolge in due giorni di pratica dove, passo dopo passo, imparerete a lasciarvi guidare dal vostro cane simulando la cecità in un percorso urbano e imparerete a fidarvi di lui ciecamente lasciandovi guidare dai suoi occhi.  

Verranno usati occhiali schermati e un bastone per orientarsi.

Il progetto “Quando un cane ti accompagna” dimostra che seguendo l’approccio da noi proposto, quasi ogni cane può essere sia un buon cane da compagnia ma anche un eccellente cane per non vedenti. Anche i cani meticci possono essere addestrati ad essere cani per non vedenti e possono accompagnare chi ne ha bisogno attraverso la vita di tutti i giorni. 

 SIMILITUDINI TRA CANE DA COMPAGNIA E CANE GUIDA 

Il cane addestrato come cane guida oltre che accompagnare il non vedente, vive con la persona in ogni momento della giornata ed instaura con il proprio compagno di vita un rapporto molto stretto. Questa è la differenza sostanziale tra altri tipi di lavori che il cane svolge dove, ad esempio, potrebbe non vivere in famiglia e svolgere ad ogni modo bene il suo lavoro o qualificarsi in modo eccellente in gare competitive. La funzione di un cane guida è quella di assicurare al non vedente un’adeguata autonomia di movimento ma una volta tolta la pettorina da lavoro il cane è un amico che ci fa compagnia in ogni momento della giornata. Nell’addestramento dei cani-guida per ciechi serve la calma del cane affinché riesca nel suo lavoro e l’istruttore non ha bisogno di alterare il proprio comportamento o la propria voce, ma deve interagire col cane e rivolgersi a lui in maniera spontanea o diretta. Il gioco, ad esempio, non viene utilizzato come strumento di apprendimento, quindi il cane non viene sforzato a giocare, e il gioco viene inteso solo nel senso ludico del termine tenendo conto solo dei bisogni e del benessere dell'animale. Anche il premio in cibo (il biscottino) viene dato al cane solo come momento di condivisione e non per premiare un determinato comportamento per ottenere alcune performance. In questo modo non si rischia di avere dei fraintendimenti da parte del cane insegnandogli inavvertitamente dei comportamenti indesiderati. Perfino la lettura del cane, osservando la sua postura per capire cosa ci sta dicendo, cade in secondo piano perché un non vedente non è in grado di vederla e quindi, vengono usati altri parametri per comprendere quello che il cane vuole dirci o percepire il suo stato psichico in un determinato momento . Un cane da compagnia, proprio per queste ragioni, deve avere delle modalità di apprendimento diverse da quelle da lavoro o di attività ludico-sportive e il suo comportamento non va alterato perché non fa gare e quindi non serve ottimizzare i tempi, ma interagisce col proprietario 24 ore al giorno.

 

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